• 02 37 90 87 77

Europa sì, Europa no, questo è il dilemma

Europa sì, Europa no, questo è il dilemma: se sia più nobile appartenere al progetto di un’Europa unita, o seguire le barbare idee dei sovranismi che imperversano in tutta Europa, e tornare ad una nuova forma di autarchia?

Perdonando l’indegna citazione, ma se si avessero ancora perplessità sull’importanza di aderire all’Unione Europa, direi che l’attuale situazione di emergenza, senza eguali nella storia dell’umanità, dopo i disastri dei due conflitti mondiali, dovrebbe togliere ogni dubbio.

E’, oltre ogni ragionevole dubbio, che i singoli Paesi, Italia per prima, da soli non avrebbero le risorse per affrontare l’attuale crisi sanitaria ed economica. Ed è certo, che solo l’Unione Europea sia in grado di predisporre un piano di aiuti per permettere ai Paesi che ne hanno maggiormente necessità di uscirne. Per comprendere le misure economiche adottate dall’UE per aiutare i Paesi membri ad affrontare la crisi in corso, di certo non ci è stato d’aiuto il “dibattito” politico di queste ultime settimane. Gli strumenti ci sono. La Commissione europea ha predisposto un piano che non ha precedenti: oltre 1.000 miliardi di euro per assistere imprese e famiglie.

I provvedimenti della UE per il rilancio dell’economia –  Subito ha cominciato la BCE, che dopo la gaffe della Presidente Lagarde, ha disposto 750 miliardi di euro del nuovo programma PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) per acquistare titoli di Stato al fine di garantire liquidità ai Paesi colpiti dall’emergenza Coronavirus e finanziare misure anticrisi. Quindi a sua volta la Commissione Europea, che per voce della sua Presidente, von der Leyen, comunica la decisione di sospendere il Patto di Stabilità, per consentire agli Stati membri dell’UE di varare in deficit gli aiuti per l’emergenza.

Le modifiche alle regole sugli Aiuti di Stato amplia le sovvenzioni, le agevolazioni fiscali, le garanzie, i prestiti e le coperture assicurative rivolte alle imprese europee. Con il CRII (Coronavirus Response Investment Initiative) l’UE pone 37 miliardi di euro (11 destinati all’Italia) a disposizione dei fondi strutturali e di investimento europei per finanziare i sistemi sanitari, e non solo. Poi è la volta del SURE (sicuro), che in realtà è l’acronimo di “Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency”, una sorta di “cassa integrazione” del valore di 100 miliardi per fronteggiare la disoccupazione. Con il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) l’Eurogruppo ha predisposto un modello “leggero”, denominato “MES sanitario”, il cui utilizzo non è vincolato da stringenti condizioni di accesso, e che dovrà coprire esclusivamente i danni economici derivanti dall’attuale emergenza sanitaria. La linea di credito del “MES sanitario” è di circa 240 miliardi di euro.

All’Italia sono stati destinati 36 miliardi. La BEI (Banca Europea degli Investimenti) ha messo a disposizione 200 miliardi di euro per sostenere le imprese europee. Infine è stato istituito il Recovery Fund, un fondo, garantito dal bilancio dell’UE, da utilizzare per l’emissione dei noti “recovery bond”.

Sarà poi necessario uno sforzo congiunto per garantire una informazione corretta ed esaustiva sul sostegno economico dell’Unione Europea ed i benefici degli interventi a favore di cittadini, enti ed imprese. La comunicazione dovrà fare comprendere a tutti i cittadini europei, che entrare nella famosa “fase 2”, non significa tornare ai livelli di vita di prima. Occorre ancora un atteggiamento virtuoso. Occorre evitare gli assembramenti. Occorre riorganizzare la propria vita sociale a piccoli passi, in modo tale da rilanciare al più presto il commercio ed il turismo, ma con un modello nuovo: il modello Covid-19. Un modello che deve essere organizzato e proposto dalle amministrazioni pubbliche e dagli operatori del turismo e del commercio. I cittadini dovranno poi fare la loro parte.

Solo in questo modo le politiche finanziarie messe in atto dall’UE potranno avere il loro effetto positivo. Non è vero che, come dicono alcuni giornalisti, o vince l’economia o vince il virus. Questa è una visione altamente limitata del problema. L’economia può ripartire. Dipende tutto da noi, dai nostri comportamenti, virtuosi, responsabili e pazienti.

Si ringrazia la redazione del “The Italian Times” per il contributo redazionale.

Leave a Reply

Your email address will not be published.